L’archetipo dell’Ombra: le nostre parti oscure

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L’Ombra, che è in ampia parte inconscia, abbraccia tutto ciò che di noi non riusciamo a vedere. È un contenitore oscuro di pensieri, sentimenti, attitudini, modi di essere e comportamenti che ci portiamo dentro, ma che non conosciamo. Il fatto che ci siano sconosciuti dipende da due fattori:

  • Il primo è che si tratta di aspetti che per la nostra coscienza sono inaccettabili e quindi vengono rifiutati e schiacciati giù nell’inconscio
  • Il secondo è che magari riguardano parti della nostra personalità che non si sono ancora sviluppate e di cui quindi non abbiamo consapevolezza. Esse giacciono nell’Ombra finchè non diventano abbastanza mature da venire alla luce.

Tutto ciò che è incompatibile con l’immagine di noi che la nostra coscienza riconosce e con cui ci identifichiamo viene relegato in questo lato buio, che cammina costantemente dietro di noi anche se non lo vediamo. Così la nostra coscienza ci convince che noi conosciamo noi stessi, mentre c’è un continente sommerso di cui non abbiamo idea.

Ma come si forma l’Ombra? Fin da molto piccoli siamo immersi in un contesto relazionale e sociale che presenta regole non scritte su quali comportamenti, emozioni e pensieri sono accettati oppure no. I bambini assorbono i messaggi che gli adulti veicolano e molti di questi messaggi sono impliciti, perché legati ad aree a loro volta inconsce nell’adulto.

Se un bambino ad esempio viene investito dal genitore di grandi aspettative e viene molto valorizzato per le sue qualità positive, quel bambino porterà dentro l’idea che per garantirsi l’amore del genitore dovrà sostenere il livello di perfezione che da lui ci si attende. Potrà quindi diventare un bambino modello, relegando nell’Ombra le istanze di ribellione e gli slanci aggressivi che non sarebbero compatibili con l’immagine di cui l’altro l’ha vestito.

Allo stesso modo un bambino che per garantirsi la vicinanza del genitore adotta comportamenti esplosivi, si identificherà presto con il ruolo del “bambino cattivo” spostando nell’Ombra le sue parti più quiete, perché queste, non avendo trovato risposta, vengono considerate parti deboli da tenere nascoste.  Allo stesso modo in un contesto che esalta i valori di assertività, forza e resistenza, gli aspetti più delicati o insicuri dell’anima potrebbero essere relegati in quest’area negletta.

Secondo Jung la caratteristica principale dell’Ombra è quella di essere proiettata: spesso ciò che negli altri ci irrita o ci genera rifiuto rispecchia delle parti di noi misconosciute o che inconsciamente temiamo di avere pur considerandole deplorevoli. Questa prospettiva può aiutarci a riflettere sulle reazioni che abbiamo davanti agli altri, così che la nostra emotività o i nostri
pensieri diventino una guida nell’esplorazione dell’Ombra.

Provare a cogliere nel nostro mondo interno ciò che negli altri ci disturba tanto può essere un modo nuovo per conoscerci e interrogarci rispetto alla propensione al giudizio che ci caratterizza, ampliando così il campo della nostra consapevolezza.

**Photo by Martino Pietropoli on Unsplash**

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